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Martedì, 24 Novembre 2015

Bonus Bebè: Come Richiedere l’Assegno di Maternità

L'assegno di maternità per mamme disoccupate è un'agevolazione riservata alla mamme prive di occupazione e casalinghe che verrà concessa anche nel 2016, sia alle neo-mamme e sia ai genitori che hanno ricevuto un bambino in affido preadottivo o in adozione, purché in possesso dei requisiti necessari.

Per ottenere il bonus bisogna essere disoccupate o casalinghe o trovarsi nelle condizioni di poter far valere almeno 3 mesi di contributi negli ultimi 18 mesi. Il bonus viene erogato dal Comune di residenza (ma è a carico dell’INPS) per un massimo di 5 mesi.

Ecco tutte le informazioni necessarie e la modalità di richiesta!

Importo e durata dell’assegno

L'importo dell’assegno di maternità viene rivalutato annualmente in base all'adeguamento ISTAT. Per il 2016 si dovrà attendere la nuova circolare INPS per i primi di febbraio. L'assegno viene pagato dal Comune di residenza (ma è a carico dell’INPS) per un massimo di 5 mesi.

Quando e come si presenta la domanda?

La domanda per l'assegno di maternità 2016 si presenta con modulo INPS da trasmettere online mediante i servizi telematici dell'Istituto. Pertanto, l'interessata può rivolgersi gratuitamente ai CAF per la presentazione della richiesta o trasmetterla direttamente all'INPS se è in possesso del PIN.

La domanda va presentata entro 6 mesi dalla nascita del bambino o della bambina, nei casi di adozione o affidamento, dalla data di ingresso in famiglia.

Requisiti generali

Per ottenere l'assegno occorre:

  • essere cittadine italiane;
  • essere cittadine comunitarie o extracomunitarie con carta di soggiorno posseduta al momento della domanda, o comunque entro 6 mesi dal parto o dello status di rifugiato;
  • essere residenti nel Comune presso il quale si richiede l’agevolazione;
  • avere un reddito ISEE complessivo non superiore alla soglia fissata ogni anno dallo Stato in base alle variazioni ISTAT (per informazioni chiedere ai CAF);
  • non essere già beneficiarie di altro assegno di maternità INPS, ai sensi della Legge 488/99;
  • non avere alcuna copertura previdenziale o averla entro una determinata soglia anch’essa fissata annualmente.

Mamme lavoratrici e mamme disoccupate

Ecco i requisiti in base alla situazione lavorativa:

  • Mamme lavoratrici: sono richiesti almeno 3 mesi di contributi versati per maternità negli utlimi 18 mesi e 9 mesi prima del parto, o dell'ingresso del bambino in famiglia in caso di adozione.
  • Mamme in disoccupazione ASpI, mobilità o in cassa integrazione: se la madre lavoratrice perde il lavoro ma ha svolto l'attività per almeno 3 mesi ed ha quindi ottenuto il diritto alle prestazioni previdenziali o di assistenza, il periodo massimo che può intercorrere tra la perdita del lavoro e la data effettiva del parto non può essere superiore ai 9 mesi. Per cui tra l'ultima indennità pagata dall'INPS e la data del parte non possono passare più di 9 mesi.
  • Mamme licenziate o che si sono dimesse: se la madre durante la gravidanza cessa il contratto di lavoro anche per dimissioni volontarie, per ottenere l'assegno di maternità dello Stato deve far valere 3 mesi di contribuzione nel periodo che va dai 18 ai 9 mesi prima del parto.
  • Mamme in gestione separata: per avere diritto all'assegno di maternità servono 3 mesi di contributi versati nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo obbligatorio ordinario, ossia dall'ottavo mese di gravidanza o anticipato in caso per esempio di gravidanza a rischio.

In caso di paternità

Per il padre lavoratore che sostituisce la mamma per abbandono o affidamento esclusivo, il requisito contributivo è lo stesso della mamma lavoratrice o precaria, quindi almeno 3 mesi di contributi versati. Stesso presupposto se il padre è affidatario preadottivo nal caso in cui la separazione dei coniugi arrivi durante il percorso di preadozione, oppure in caso di adozione senza affidamento sopraggiunta dopo la separazione dei coniugi.

Se il papà riconosce il bimbo appena nato o è marito della donna che adotta o preadotta, in caso di decesso della mamma naturale o adottiva, può presentare domanda assegno di maternità all'INPS se alla data di presentazione della richiesta si trova nelle seguenti condizioni: residenza in Italia, figlio minore presente sullo stato di famiglia, padre potestà e non affidato ad altre persone o istituti, se la donna non ha già fruito del beneficio. Solo in questo caso, l'INPS esclude il requisito dei 3 mesi di contributi.

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