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Mercoledì, 14 Ottobre 2015

Il Mal di Testa d’Autunno Esiste Davvero e Colpisce Molti Ragazzi

Tuo figlio sta di nuovo lamentando un forte mal di testa? Sembra che se ne ricordi solo nel momento dei compiti a casa? Non sottovalutare il problema, il mal di testa d’autunno esiste davvero e colpisce molti ragazzi. Esso è legato al cambiamento di abitudini, a un’alterazione del ritmo sonno-veglia e allo stress.

Qui di seguito tutto quello che c’è da sapere per affrontarlo e combatterlo.

La cefalea d'autunno

Non è un mal di testa da studenti svogliati, che preferirebbero non andare mai più a scuola. Non è una scusa inventata per stare a casa un giorno di più nell’illusione di prolungare le vacanze estive. La "cefalea d’autunno" esiste davvero: nei bambini e nei ragazzi il rientro in classe coincide effettivamente con un picco di casi con questo disturbo.

Uno studio appena svolto dal Nationwide Children’s Hospital di Columbus, in Ohio (USA) ha abbattuto ogni dubbio: l’inizio della scuola porta con sé il fenomeno in questione. La ricerca ha evidenziato come in settembre e ottobre gli ambulatori pediatrici si riempiono puntualmente di ragazzi con mal di testa. Il ritorno alla routine scolastica porta infatti con sé stress, orari diversi e tante attività in più rispetto al relax delle vacanze estive. A ciò si aggiungono altri fattori che possono contribuire a far scoppiare il mal di testa e che sono più comuni con la brutta stagione: la mancanza di una quantità adeguata di sonno o il troppo tempo passato davanti a computer, televisione e videogiochi; qualche pasto che salta se alla mensa scolastica il cibo non piace; una scarsa idratazione perché in classe non si pensa a bere…

Stile di vita e stress

Ecco che il ritorno a scuola può davvero scatenare cefalee fastidiose, anche nei più piccoli. Molto dipende dal cambiamento nello stile di vita imposto dalla scuola, soprattutto perché le lezioni si accompagnano spesso a un eccesso di impegni: bambini e ragazzi senza un attimo di tempo libero, sotto pressione fra sport e lezioni di lingue, musica e altro possono sviluppare più facilmente il disturbo. Avere un ciclo sonno-veglia regolare, senza dormite a oltranza nel weekend e notti brevi durante la settimana, è un primo passo di prevenzione, assieme a un’organizzazione delle giornate che non sia troppo frenetica.

Quando rivolgersi al medico

Il problema delle cefalee autunnali di solito preoccupa parecchio i genitori, ma la prima regola è non esagerare con visite ed esami. Se il bambino o il ragazzo ha più di due o tre attacchi al mese è bene chiedere consiglio al pediatra, senza però drammatizzare troppo la questione, per non sommare altro stress e peggiorare la cefalea.

I campanelli d’allarme di cui tenere conto sono: il vomito o alterazioni del fondo dell’occhio, indicativi di un aumento della pressione nel cranio, o sintomi neurologici come disfunzioni serie della mobilità o della vista. Se l’esame neurologico ed il fondo oculare sono normali, il mal di testa di solito non nasconde grossi pericoli. Certamente, però, va controllato, perché compromette la qualità di vita.

Oltre a modificare le abitudini dannose, nei casi più complessi può essere opportuno rivolgersi a un centro specializzato e usare farmaci per ridurre la frequenza degli attacchi. La tensione nervosa è una componente rilevante nella comparsa delle crisi, perciò spesso occorre anche un supporto psicologico: i bambini e i ragazzi con mal di testa cronico, che sopportano anche più di quindici attacchi al mese, spesso sono i primi della classe, hanno un forte senso del dovere e ansia da prestazione.

Aiutarli a gestire lo stress può non essere risolutivo nel breve termine, ma contribuisce a evitare che la cefalea resti o perfino peggiori da adulti.

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